Storia di Verità e Menzogna



Fonte: La lite fra verità e Menzogna si trova nel papiro ieratico Papyrus Chester Beatty n° 11 (Brit. Mus. 10682). La traduzione più recente è di M. Lichtheim, in Ancient Egyptian, cit.,pp.211-14
L'inizio è andato perduto e anche le pagine successive presentano lacune,
tuttavia le parti mancanti possono essere riscostruite per quanto riguarda il loro significato complessivo.
Il manoscritto risale alla XIX dinastia (XIII-XII sec. a. C.)
 
Verità e Menzogna
 
I due fratelli , Verità e Menzogna, si trovano in giudizio dinnanzi agli dèi. Menzogna reclama un coltello che afferma di aver prestato a Verità e sostiene che sia così grande, da avere un lama pari alla montagna di Jal (il manico come gli alberi di Copto), il fodero simile a una tomba divina e il cinturino uguale alle mandrie di Kal. (Poichè Verità non poteva restituirlo) Menzogna disse all'Enneade:" Mandate a prendere Verità , accecategli entrambi gli occhi e fatelo portiere della mia casa". L'Enneade fece allora tutto ciò che egli aveva chiesto. Molti giorni dopo Menzogna si voltò a guardare Verità, il fratello maggiore, e notò quanto fosse virtuoso. Disse allora a due servi di Verità: "Prendete il vostro padrone e buttatelo ai leoni e alle leonesse feroci (affinchè lo facciano a pezzi; poi riferitemi!". E i due) servi lo presero. Mentre lo portavano via, Verità disse ai propri servi:" Non portatemi con voi...(lasciatemi qui nella boscaglia) e cercatemi un pò di pane. Poi andate a riferire a Menzogna:"Dopo che lo avevamo abbandonato un leone è uscito dalla sua tana e lo ha fatto a pezzi": Molti giorni dopo la signora Concupiscenza uscì di casa in compagnia delle sue serve. Queste videro (Verità mentre stava sdraiato nella boscaglia). Era così bello che in tutto il paese non c'era nessuno come lui. Andarono da Concupiscenza e le dissero:" Vieni con noi e ammira quel cieco che se ne sta tutto solo nella boscaglia:bisognerebbe andarlo a prendere e farlo portiere di casa nostra". Concupiscenza disse a una di loro:" Portalo qui in fretta, affinchè io lo veda", e quella andò a prenderlo. Quando arrivò, Concupiscenza lo desiderò molto, perchè aveva notato che era bello in tutto il corpo. La stessa notte lui dormì con lei e la conobbe come un uomo può conoscere una donna...Fu così che in quella notte ella rimase incinta di un bambino. Molti giorni dopo diede alla luce un bimbo che non aveva eguali in tutto il paese. Era grande come un..e simile a un figlio di dèi. Fu mandato a scuola e imparò a scrivere bene. Si esercitava in tutti i tipi di lotta e superava i compagni più grandi che andavano a scuola con lui. (Un giorno però) gli chiesero:" Tu di chi sei figlio? non hai un padre?". Lo prendevano in giro e lo torturavano dicendogli:" Ehi tu, non ce l'hai un padre?". Il bimbo chiese alla madre:"Dimmi il nome di mio padre, affinchè io possa dirlo ai miei compagni. Infatti quando parlano con me mi dicono:"Dov'è tuo padre?" e mi torturano". Allora la madre gli disse:" Vedi il cieco lì vicino alla porta? quello è tuo padre". Così ella gli parlò. Allora lui le rispose:"Meriteresti che la tua famiglia sia radunata e che si chiami un coccodrillo (a divorarla)". Il giovane fece entrare suo padre, lo fece accomodare su una poltrona e gli diede un poggiapiedi; gli portò del pane e lo fece mangiare e bere. Quindi gli domandò:" Chi ti ha accecato? Gli chiederò spiegazioni!". Il padre gli rispose :"E' stato mio fratello minore ad accecarmi", e raccontò tutto quello che gli era successo.

Il ragazzo andò a chiedere giustizia per suo padre. Si portò dieci pani, un bastone, un paio di sandali, una borraccia d'acqua e una spada. Prese poi un manzo di colore bellissimo e andò dal pastore di Menzogna. Gli disse:" Orsù, prendi questi dieci pani, questo bastone, la borraccia d'acqua, la spada e il paio di sandali e custodisci il manzo finchè non tornerò dalla città". Fu così che il manzo trascorse diversi mesi presso il pastore di Menzogna. Quest'ultimo raggiunse allora il campo per ammirare il suo bestiame. Intravide il manzo del giovane, che era di un colore bellissimo. Disse al suo pastore:" Dammi questo manzo, così potrò mangiarlo". Il pastore però obbiettò:"Non è mio. Non posso dartelo". Ma Menzogna gli disse:" Ecco, ti metto a disposizione tutti i miei manzi:danne uno in cambio al proprietario". Il giovane sentì che Menzogna aveva preso ilsuo manzo. Andò dal pastore e gli domandò:" Dov'è il mio manzo? Non lo vedo fra i tuoi". Il pastore gli rispose:" Tutti questi manzi sono a tua dispozione. Scegli quello che ti piace di più!". Il giovane proseguì" Ce n'è uno grande come il mio?Quando sta sull'isola di Amun, la punta della coda raggiunge la palude dei papiri presso (il Delta); un corno si appoggia sui monti dell'ovest, l'altro su quelli dell'est, inoltre il grande fiume (nilo) è la sua ultima dimora. Ogni giorno dà alla luce sessanta vitelli". Gli disse allora il pastore:" Ma esiste un manzo grande come dici tu?". Il giovane portò il pastore e Menzogna in tribunale, dinnanzi all'Enneade. I due dissero al ragazzo:" Dici il falso :non abbiamo mai visto un manzo grande come quello che hai appena descritto". Il giovane rispose:" Esiste un coltello grande come quello di cui parlaste voi? Con la lama grande come la montagna di Jal, il manico grande come gli alberi di Kopto, il fodero come una tomba divina e il cinturino uguale alle mandrie di Kal?", e aggiunse:" Giudicate Verità e Menzogna! io sono figlio di Verità e sono venuto a chiedere giustizia per lui". Allora Menzogna fece un giuramento davanti al re, con le seguenti parole:"Quant'è vero che Amun e il signore vivranno in eterno: se Verità sarà trovato in vita, mi si accechino entrambi gli occhi e mi si faccia portiere della casa di Verità". Il giovane portò l'Enneade dal padre e lo trovarono ancora in vita. A Menzogna fu impartita la seguente condanna: fu ferito cinque volte, gli furono accecati entrambi gli occhi e fu fatto portiere della casa di Verità... (così il giovane fece in modo che al padre fosse resa giustizia e ) la lite fra Verità e Menzogna fu appianata..

Aggiunta del copista:" Si è giunti a un lieto fine grazie ad Amon, scriba del tempio, dalle mie mani pure.., scriba del palazzo imperiale, del tempio di Amon...di nome...".