La scuola e i giochi

La scuola

Prove concrete sull'esistenza della scuola nell'antico Egitto si hanno a partire dalla X dinastia (intorno all'anno 2000). La formazione dei bambini, che iniziavano a frequentare dai 5 ai 10 anni, non faceva distinzioni di sesso o classe sociale.

La scuola era divisa in due livelli: quello elementare, della durata di 4 anni, e quello scentifico o casa della vita anche se inizialmente vi era un insegnamento in famiglia tra padre e figlio. La scuola elementare dava un'istruzione basilare che mirava alla pratica di lettura e scrittura di testi classici perlopiù dell'Antico Regno. A Deir el-Medina, il villaggio degli operai del Medio e Nuovo Regno, sono state trovate le prove dell'esistenza di scuole atte a formare nuovi artisti. Testi, antologie, miscellanee (preghiere, inni, satire, lettere) sono esempi che dimostrano come la scuola era un elemento imprescindibile alla formazione dei bambini. Il maestro era generalmente uno scriba.

La casa della vita era la scuola di livello superiore che insegnava le materie scientifiche. Era presieduta da dotti che si riunivano per tramandare le loro conoscenze. Le materie trattate erano l'aritmetica, la geometria, l'astronomia, la medicina e la magia. Gli antichi Egizi conoscevano le operazioni di base (addizione, sottrazione, moltoplicazione e divisione) e le frazioni; erano in grado di calcolare l'area del rettangolo, la superficie del cerchio e il volume della piramide.

Questi calcoli venivano utilizzati in campo edilizio e per ricalcolare i terreni dopo l'inondazione del Nilo. In astronomia avevano calcolato un calendario su misura, secondo la tre fasi del raccolto. Possedevano orologi per calcolare le ore del giorno (tramite una sorta di meridiana e di clessidre ad acqua) e della notte (con l'osservazione delle stelle). Tra le varie stelle si hanno prove certe che gli Egizi conoscessero alcuni pianeti (marte, giove, venere e saturno) e alcune costellazioni (Orione, Leone, Orsa maggiore) anche se venivano chiamati in altro modo come l'Orsa maggiore che era raffigurata dalla coscia del toro, mentre fa eccezione la costellazione del Leone che, come si vede nella tomba di Seti I, era idealizzata proprio dal leone.

Sul livello di conscenza in medicina sono stati molto preziosi i ritrovamenti di alcuni papiri (Smith, Ebers). La magia era incentrata sulla conoscenza di pratiche e di riti legate, per la maggior parte, alla sepoltura del defunto. Lo studio del Libro dei Morti dal capitolo 155 al capitolo 159 istruiva su come realizzare gli amuleti più efficaci. Inoltre venivano insegnate tecniche per proteggere il defunto come la mutilazione di geroglifici che raffiguravano animali pericolosi come la vipera e il coccodrillo. Anche la conoscenza della funzione degli ushabty era oggetto di studio. Il ruolo di queste statuette, che svolgevano i lavori soprattutto agricoli al posto del defunto nell'aldilà, era fondamentale per una vita serene nel regno dei morti.

I supporti dove studiavano i bambini erano la pietra (stile entroincavo e rilievo emergente), i papiri (utilizzati dagli scriba per testi di carattere amministrativo), l'ostraca (frammenti di coccio o schegge di calcare), la stoffa e il legno. Lo scriba, che si occupava principalmente dell'amministrazione politica e religiosa dello stato, disponeva di tavolozze con inchiostro nero e rosso, pennelli fatti con giunchi masticati alle estremità, vasetto per l'acqua e lisciatoi per rendere più regolare la superficie del papiro. Protettori degli scriba erano il dio Thot, la dea Seshat, Imhotep (architetto di Zoser) e Amenhotep figlio di Hapu e architetto di Amenofi III.
Esisteva poi la cosiddetta casa dei rotoli di papiro che era una sorta di biblioteca sulle cui pareti era indicato l'indice dei testi in archivio.

Più avanti nacquero scuole private dirette da sacerdoti (Khep). Raggiunti i 15 o 16 anni venivano inseriti nel sistema amministrativo. Si potevano seguire anche altre carriere come quelle militari, mediche, di sacerdoti o di funzionari dello stato. A scuola non venivano lesinate punizioni corporali per i bambini meno capaci.

 I giochi

La società egiziana amava molto i passatempi e quindi i giochi. Sono state ritrovate delle pedine bianche e nere, simili ai moderni scacchi, e delle scacchiere rettangolari divise in 30 o 33 caselle (il senet), oppure circolari raffiguranti un serpente arrotolato con la testa nel centro ed il corpo diviso in segmenti (il gioco del serpente).

  • Il senet.
  • Il gioco del serpente risale ad un epoca addirittura precedente la I dinastia. Si tratta di un gioco di probabile carattere religioso che si svolgeva su una tavola di forma circolare del diametro di circa 30cm che riproduceva le spire concentriche di un serpente avvolto su se stesso con le squame a rappresentare le caselle. Le pedine erano rappresentate da 3 leoni, 3 leonesse e da palline rosse e bianche. Sulle regole di questo gioco si sono solo formulate alcune ipotesi poichè le regole originali sono andate completamente perdute.
  • Il gioco "dei cani e degli sciacalli" o "dei 58 buchi". La partita veniva giocata da due giocatori con a disposizione 5 bastoncini ognuno. I bastoncini venivano prodotti con in cima la rappresentazione di un animale dalle orecchie pendenti (i cani) o di un animale con le orecchie aguzze e ritte (lo sciacallo). Sulla tavola erano disegnati due percorsi composti da una serie di fori che confluivano in un unico buco centrale. Vinceva chi, per primo, giungeva con tutte i suoi bastoncini al centro.
Tra gli altri passatempi vi sono il puzzle, il boomerang (di cui in Egitto è stato trovato il primo esemplare), i dadi (identici a quelli moderni e costituiti anche da più di sei facce), gli specchi, le bambole e degli aerei giocattolo! A proposito di questi ultimi, un esemplare è stato ritrovato all'interno delle piramide a gradoni di Zoser edificata intorno al 2800 a.C. Alcuni studiosi tedeschi hanno provato a realizzare un aereo in scala e a farlo volare. Il risultato è che l'aereo vola perfettamente...
Tra i bambini delle persone più povere era diffuso il gioco del "capretto" una specie di salto con gli ostacoli e un simile a quello odierno dello "schiaffo" dove il giocatore doveva indovinare da chi era stato colpito.
Le donne amavano danzare ed ascoltare musica, mentre gli uomini preferivano gli esercizi di destrezza o di forza e gli sport come l'equitazione, il canottaggio e il tiro con l'arco. Riservata al faraone perchè molto costoso era la caccia nel deserto.
Alcuni faraoni si fecero organizzare anche spettacoli su misura di cui esistono testimonianze o documenti. Snefru sconfiggeva la malinconia guardando le provocanti contorsioni di donne vestite solo di tessuto di rete. Cheope sembra abbia convocato una sorta di mago di nome Djedi di cui si diceva fosse in grado di riattaccare le teste. L'intento di Cheope era quello di far tagliare alcune teste umane per poi ammirare le capacità miracolose di Djedi.