Alessandro Magno

Alessandro Magno, durante la sua campagna contro i persiani, giunse in Egitto non già da conquistatore, ma piuttosto da liberatore, e da grande stratega qual' era, non perse occasione di sfruttare questo vantaggio. Così, appena assicuratosi il controllo della situazione, si preoccupò di ampliare la capitale dell’Egitto, Menfi, provvedendo ad aumentarne anche la popolazione. Quindi si procurò un’investitura per così dire ufficiale: recatosi a consultare l’oracolo di Amon nell’oasi di Siwa, proclamò che la statua della divinità lo aveva riconosciuto e gli stessi sacerdoti provvidero a venerarlo come "figlio di Amon". Infine, egli dispose la completa riorganizzazione dello stato, collocando nobili egiziani al governo delle principali provincie (nomoi) e organizzando una capillare rete di riscossione dei tributi. Prima di lasciare l’Egitto, volle infine che fosse portato a compimento il progetto della grandiosa città che avrebbe dovuto portare il suo nome, Alessandria appunto. Questa avrebbe dovuto sorgere sul Delta, in posizione strategica, tra il Lago Mareotis e il mare, in corrispondenza dell’isola di Pharos, su cui sarebbe stato eretto il celebre Faro. Ma il destino non gli avrebbe concesso di veder realizzato questo sogno. Infatti, affidato il governo effettivo dell’Egitto ad uno dei suoi generali, Tolomeo, Alessandro Magno continuò la sua campagna contro i persiani, conquistando anche le regioni più orientali e spingendosi oltre l’Indo. Morì a Babilonia, che aveva scelto come capitale, nel 323 a.C.