La struttura sanitaria

Il corpo dei medici dipendeva da un dicastero della Sanità, bipartito come ogni altro, cui presiedeva un "grande dei medici dell’Alto Egitto" e uno del "Basso Egitto", dai quali dipendevano "ispettori dei medici" e "soprastanti dei medici". Esistevano poi i titoli, di "soprastante alla casa della salute" (la quale era certamente un’organizzazione ospedaliera), nonché di medici addetti a corpi sacerdotali, colonie agricole, colonie militari, villaggi operai e reparti militari. Il medico generico (semu) doveva sapere di tutto e anche di veterinaria, trattata negli stessi libri di medicina, ma molti aggiungevano al titolo una o più specializzazioni: semu degli occhi, della testa, dei denti e così via. La leadership scientifica della categoria era rappresentata dai "medici di Palazzo" che erano aggregati alla Casa della Vita, l’alta scuola di tutte le scienze. Anche l’organizzazione farmaceutica era gerarchizzata, con un "capo farmacista", che dirigeva e controllava i "conservatori dei farmaci" coadiuvati da tecnici. Le cure prestate dal medico, quando non era d’ufficio come sanitario di un corpo sacerdotale o di una colonia, erano pagate in natura.
La casa della vita
In ogni complesso templare esisteva una scuola o "Casa della vita", che poteva considerarsi una specie di università. Era propriamente un archivio del tempio, dove si copiavano, per poterli tramandare e studiare, testi religiosi e didattici, composizioni narrative e autobiografiche, trattati scientifici, testi di astronomia e di magia. Poteva quindi considerarsi una specie di università, in cui le osservazioni fatte nel corso dei secoli e le informazioni raccolte da molti studiosi venivano elaborate e utilizzate per nuove indagini. Ma che cosa poteva imparare nella scuola del tempio uno studente di medicina, un astronomo in erba o un giovane letterato che aspirasse a farsi strada coi suoi scritti? Le conoscenze in campo medico erano molto avanzate come dimostra il Papiro di Ebers; meno avvantaggiati erano gli studenti che volevano dedicarsi allo studio dell’astronomia, perché in questo campo gli egizi non riuscirono mai a eguagliare i loro vicini sumeri e babilonesi, con i quali però, durante il Nuovo Regno, dovevano essersi probabilmente scambiati studi e informazioni. Per quanto riguarda la letteratura, nelle scuole si usavano i testi "sapienziali", una serie di massime o insegnamenti tramandati fin dalle epoche più antiche, ma la vera letteratura, quella per così dire impegnata, fiorì nel Medio Regno. Nel Nuovo Regno apparve invece una letteratura che oggi definiremmo "di evasione": storie umoristiche e grottesche, cronache di guerra, che non potevano mancare in un impero tutto spinto alla conquista, liriche d’amore che trovano il terreno più fertile in epoca di abbondanza e di ordine sociale