Luxor: i colossi portieri del tempio



 


Il tempio di Luxor era chiamato dagli egizi Ta-ipet-resi ("Harem meridionale"), che i greci captarono come Thebes, nome frequentemente usato per tutta la zona. Dedicato al dio Amon, a sua moglie Mut e al loro figlio Khonsu, che insieme costituivano la "triade tebana", fu fatto costruire verso il 1380 a.C. da Amenofi III, ma già cento anni dopo Ramses II lo ingrandì a nord fino alle definitive dimensioni attuali di 190 metri per 55. L’ingresso del tempio è costituito dal grande pilone, sul quale sono incise le immagini delle vittorie riportate da Ramses II sugli ittiti, e da quattro sue statue colossali (due lo rappresentano seduto e due in piedi). Dei due obelischi resta oggi solo quello orientale, poiché quello occidentale venne potato via nel 1831 e si trova oggi a Parigi in Place de la Concorde. Al cortile aperto, aggiunto anch’esso da Ramses, segue un aggraziato colonnato che un tempo costituiva l’accesso al tempio di Amenofi III. Tra le colonne si elevano le statue in granito di questo faraone, delle quali si appropriò in seguito Ramses II. Sul lato interno delle pareti ci sono rilievi che mostrano la celebrazione della festa giubilare di Opet, scopo per cui il tempio di Luxor era stato costruito. Il successivo grande cortile aperto di Amenofi, circondato da colonne a forma di boccioli di papiro, è uno dei più belli di tutto l’antico Egitto. Dopo di esso c’è l’atrio ipostilo, mal conservato e contenente 32 colonne; dove un tempo sorgeva l’antico santuario c’è ora un’abside cristiana fiancheggiata da due colonne corinzie.