I Geroglifici


I geroglifici costituiscono una scrittura sacra? Certo! Ma che cosa è abbastanza sacro da diventare geroglifico? Per gli Egizi tutte le espressioni della vita,: dalla pietra alla stella, dall'animale all'uomo. Ecco perchè in essi possiamo trovare immagini d'ogni sorta: dai corpi celesti ai diversi aspetti della natura, dalle attività umane ai mammiferi; e poi ancora insetti, pesci, piante, minerali, edifici vari e tanti altri oggetti. L'universo di geroglifici abbraccia la realtà nei suoi molteplici aspetti. I geroglifici aboliscono il tempo. Questi segni sono al di sopra delle mode, inalterabili, ancorati nella loro serena eternità.

Nell'epoca Antica si contano circa settecentocinquanta geroglifici. Tale sistema di base restò nei secoli sempre lo stesso, non subì alcun cambiamento e le immagini furono tramandate fedelmente nel tempo fino alla chiusura  di File, l'ultimo tempio a essere in attvità. Col passare dei secoli il numero dei geroglifici andò aumentando e già nel periodo tardo, quello dei grandi templi tolemaici, si arrivò ad alcune migliaia di segni.
Come mai questa crescita così impressionante? Perchè i sacerdoti, che utilizzavano ancora la vecchia lingua sacra, sapevano che l'Egitto e la sua cultura stavano morendo. Essi svilupparono dei codici speciali, una criptografia e una scrittura complessa, al fine di rendere segreto il proprio pensiero.

I geroglifici sono rappresentati di profilo, almeno nella maggior parte , anche se ci sono esempi in cui alcuni  sono rappresentati  di fronte. Per quanto riguarda il senso della scrittura essi si scrivono sia da sinistra a destra che da destra a sinistra, sia in orizzontale che in verticale. Per leggere un'iscrizone la regola è semplice: bisogna seguire l'orientamento dei segni, guardarli in faccia, perchè i geroglifici da parte loro non smettono mai di guardare l'inizio del testo. Il geroglifico è un linguaggio a quattro dimensioni. Il cervello di destra e il cervello di sinistra così lavorano a pieno regime

Un'altra caratteristica  è l'assenza di ortografia ma, non si può certo scrivere una parola per un'altra, solo che ogni termine può adottare delle forme così diverse che uno scriba non ha bisogno di controllare l'ortografia sul dizionario. Anche l'interpunzione manca del tutto. Non c'è il minimo punto, o la minima virgola, nessun segno al di fuori degli stessi geroglifici. 
Viene allora da chiedersi Come si separano le parole? Come vengono isolate l'una dall'altra? Come si fa a sapere dove iniziano e dove finiscono?
IL mezzo c'è: bisogna individuare il "determinativo", cioè un geroglifico che ha valore di simbolo e che è posto alla fine di una parola per indicare a quale categoria essa  appartiene.
Per sempio il papiro arrotolato e sigillato  indica che la parola che esso determina, appartiene alla categoria delle idee astratte. Inoltre si può essere certi che dopo il papiro arrotolato inizia un'altra parola.

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