La Statuaria

 


Il Principio generatore della statuaria, in Egitto, va collegato, probabilmente con il culto del sovrano defunto: le statue si presentano correlate alle concezioni funerarie, e in particolare esse costituivano il supporto per gli elementi soprannaturali, cioè permettevano a un'entità astratta e invisibile di concretarsi in immagine visibile. La sopravvivenza dei defunti dipendeva dalla conservazione del corpo, sede di un elemnto vitale, il "KA", che poteva anche risiedere nelle statue raffiguranti il defunto , purchè esse ne portassero scolpito il nome. La scrittura autenticava il rapporto tra soggetto e oggetto, tanto che nei casi di usurpazione di statue o monumenti, l'attribuzione originaria veniva annullata attraverso la scalpellatura dei nomi e dei titoli preesistenti: i nuovi nomi iscritti erano quelli "validi". La funzione di una statua era di creare un sostituto non di riprodurre un modello e rispondeva all'esigenza di collocarsi stabilmente per una durata illimitata. Le statue dei sovrani erano collocate nei templi funerari, quelle dei privati nell'ambiente chiuso detto " serdab", perciò non si vedevano, ma potevano "vedere", partecipare ai riti e beneficiare delle offerte. Per la creazione della statua si prendeva in considerazione l'età della piena maturità della persona.


(Statua del sacerdote
Kaaper detta Sheikh el Beled, 2540 a. C. circa.
Il Cairo- Museo Egizio)
(statua di Chefren-2540 a. C. circa
Il Cairo -Museo Egizio)