La geografia religiosa dell'Egitto

Poiché scarsamente antropomorfe, le divinità egizie non furono raccolte, come quelle greche, in una sorta di grande famiglia, ma essendo principalmente locali, possono venire classificate secondo la loro distribuzione geografica. Nella regione del Delta, Behedet o Damanhur accoglie Horus, a Sais regna la dea guerriera Neith, mentre Busiris è sede di Osiride, cui vennero attribuiti come sposa, Iside, e come figlio un dio bambino chiamato anch’egli Horus. Per distinguere i due omonimi si chiamò il behdetita ‘‘Horus il Maggiore" e l’altro ‘‘Horus figlio di Iside" o ‘‘Horus il Bambino". Più oltre, le province di Ermopoli, Leontopoli e Bubasti venerarono rispettivamente Thot, Shu e Bastet. Divinità del Delta sono anche Seth, Uto di Butto e Nekhbit. Nella regione in cui si congiungono i due Egitti, e cioè a Menfi, c’è la sede di Ptah, che gli egizi consideravano il dio più antico e venerabile, unito in triade con la dea Sekhmet, figlia del sole, e con Nofertum. Sulla necropoli menfita, estesa da Giza a Saqqara, signoreggia Sokaris, mentre nella vicina Eliopoli ha avuto origine l’enneade solare capeggiata da Atun; a lui si aggiunsero poi Ra e più tardi ancora Khepri. Scendendo verso sud, nella Valle, troviamo ancora Horus e Osiride e Seth e Thot su territori non strettamente confinanti, ma scaglionati a lunghe distanze e intercalati da territori appartenenti ad altre divinità: Hathor di Atfih e Dendera, Seshat di Ermopoli Maggiore e Min di Akhmin. La zona tebana ha Montu, Amon, Mut e Khensu, mentre a Kom el-Ahmar c’è un terzo Horus. Ad Assuan ha culto un’altra triade, ma non formata da padre, madre e figlio come quelle di Menfi e Tebe, bensì da un dio, Khnum, con due sorelle: Anuket e Satet