Il libro dei morti_seconda parte


Passi tratti dalla prima traduzione italiana del Libro dei Morti (Ceschina Editore).

Nessun popolo, fra quelli antichi, è stato affascinato e interessato dal mistero della morte come il popolo egiziano. Tutta la vita politica, sociale e religiosa dell'Egitto è stata organizzata in funzione di questo enigma e del tentativo di dominarlo. Inizialmente solo i Faraoni avevano accesso alle tecniche per la conoscenza della  morte, mentre a partire dall'Antico Impero la dottrina dei misteri religiosi diventò di libero accesso a chiunque possedesse le 'parole di potenza'. Così, a partire dalla XI Dinastia (2000 aC) si diffuse l'uso delle iscrizioni magiche, prima sui sarcofaghi, poi su papiri che venivano posti all'interno della bara.

Questi papiri furono riuniti in quello che viene comunemente definito "Libro dei morti" e costituiscono in pratica una raccolta di monologhi che il defunto indirizzava agli dei e agli esseri dell'Al di là, tramite la recitazione dei parenti, durante la cerimonia funebre. Nel Libro compaiono anche indicazioni su quando e in che modo recitare le diverse preghiere.


Gli antichi egiziani credevano che il Libro fosse stato ispirato o anche scritto da Thot medesimo, che si esprimeva tramite la bocca del defunto rivelando la volontà degli dei. L'Iniziato egiziano partiva dal presupposto che la morte fisica non fosse altro che una metamorfosi della coscienza. Per lui l'anima, dopo aver varcato la Soglia, percorreva le successive tappe di una normale evoluzione.

Gli Iniziati volevano, per mezzo della magia, modificare la normale evoluzione dell'anima nella sua esistenza postuma e farle percorrere un tragitto conforme alla sua missione spirituale. Il primo passo per avviare questa modificazione era agire sulla parte più tangibile della morte, cioè il corpo, tramite l'imbalsamazione.
L'anima varcava la Soglia della Morte e giungeva nell'Al di là. Qui giungeva di fronte a Osiride, a cui rivolgeva le parole imparate nelle formule in vita, in modo da creare con la divinità morta per eccellenza un'unione mistica, un riconoscimento. Da questo momento in poi il defunto si identificava come Osiride.

Successivamente il defunto compariva di fronte al tribunale di giustizia, introdotto da Horus e da Anubis davanti a un Aeropago composto da 42 giudici, compresa la dea della verità e della giustizia, Maat. Anubis, per mezzo di una bilancia, pesava il cuore del defunto: se il trapassato era trovato colpevole, doveva dimorare nel Reame di Duat (il Mondo Inferiore). Se invece era assolto, diveniva uno spirito santificato e da quel momento iniziava per lui una vita divina: poteva percorrere a suo piacimento il Cielo e la Terra, confortare i dannati, soccorrere i disperati, visitare i Campi della Pace e dei Beati (una specie di corrispettivo del nostro Paradiso), poichè era divenuto egli stesso un dio.

Ispirato dalla Sfinge, il Libro dei Morti è fatto per essere enigmatico, espressione di irrazionalità, contraddizione e mistero dell'esistenza e della sua fine. Perciò non aspettatevi linearità, chiarezza, proprio perchè gli autori del libro non vollero affatto perseguirle. 

Capitolo I
 
Qui hanno inizio gli Incantesimi 
che narrano l'uscita dell'Anima 
verso la piena Luce del Giorno, 
la sua Resurrezione nello Spirito, 
il suo Ingresso ed i suoi Viaggi 
nelle Regioni dell'Al di là.

Ecco le parole da pronunciarsi
nel giorno della Sepoltura,
nel momento in cui, separata dal Corpo,
l'Anima penetra nei mondi dell'Al di là.

Salve, o Osiride, Toro dell'Amenti!
Ecco che Thoth, Principe dell'Eternità,
parla con la mia bocca!
In verità io sono il dio grande
che accompagna nella sua navigazione la Barca Celeste!
Io giungo, al presente, per combattere al tuo fianco, o Osiride!
Poichè io sono una di quelle antiche divinità
che al tempo della pesatura della parole
fanno trionfare Osiride sui suoi nemici (...)
O voi, Spiriti divini, che fate penetrare le Anime perfette
nella dimora sacrosanta di Osiride,
lasciatemi camminare al vostro fianco, io, Anima perfetta!
Lasciatemi penetrare nel Santuario di Osiride,
che io possa intendere, come voi intendete,
vedere come voi vedete,
restare a mio piacimento, come voi, ritto o seduto!
O voi che apprestate offerte alle Anime perfette
nella dimora sacrosanta di Osiride,
apprestate delle offerte consacrate per far vivere la mia Anima!
O voi, Spiriti divini che schiudete la via ed eliminate gli ostacoli,
Aprite alla mia Anima la via verso la dimora di Osiride!
Che essa possa penetrarvi in completa sicurezza!
Che essa possa uscirne in pace!
Che essa non sia respinta al suo giungere
e forzata a retrocedere sul suo cammino!
Che essa possa entrare e uscire a suo piacimento
e la sua Parola di Potenza sia vittoriosa!
Che i suoi ordini siano eseguiti nella residenza di Osiride!
O voi, Spiriti divini, guardate!
Ecco la mia Anima che cammina al vostro fianco.
Essa vi parla: come voi, essa è santificata.
Poichè la Bilancia del Giudizio si è pronunciata per essa.

Ecco che io giungo verso la Regione della Verità-Giustizia.
Nella mia qualità di divinità vivente ricevo una corona;
grande è il mio splendore
fra gli dei che mi circondano da ogni lato;
poichè io sono loro eguale e fratello,
assiso al loro fianco, condivido il loro nutrimento celeste,
mentre ascolto una voce che recita preghiere
(è il mio sacerdote sulla Terra
eretto innanzi alla bara, che le recita)
Salve, o Osiride, Signore dell'Amenti!
Lasciami penetrare in pace nel tuo Reame!
Che i Signori della Terra Santa
mi ricevano con esclamazioni di giubilo!
Che mi concedano un posto al loro fianco!
Che io incontri Iside e Nephtys al momento propizio!
Che l'Essere buono mi accolga favorevolmente!
Che io accompagni Horus nel Mondo del Re-Stau
ed Osiride a Djedu!
Che io compia tutte le possibili Metamorfosi
ed in tutte le Regioni dell'Al di là,
secondo il beneplacito del mio Cuore.
CAPITOLO IV
"Le figurine magiche"
O tu, Figurina magica, ascoltami!
Se io sono convocato,
se io sono condannato ad eseguire dei lavori di ogni sorta
che si fanno compiere agli Spiriti dei morti nell'Al di là,
sappi dunque, o Figurina magica:
in quanto tu possiedi attualmente degli utensili,
obbedisci all'uomo nel suo bisogno!
Sostituiscimi al cospetto dei sorveglianti del Duat:
alla semina dei campi,
all'irrigazione dei canali,
al trasporto della sabbia.
Dall'Est all'Ovest...
(La Figurina risponde:)
- Eccomi... Io attendo i tuoi ordini...
CAPITOLO XIII
"L'ingresso nell'Amenti"
Io entro nel Cielo, simile a un Falco.
Io percorro le Regioni celesti, simile a una Fenice.
Gli dei adorano Ra e gli apprestano le vie.
Al presente, io mi inoltro in pace, nel bell'Amenti.
Eccomi sulle rive dello stagno consacrato a Horus.
Io tengo al guinzaglio i suoi cani.
Che la via sia sgombra per me!
Che io possa percorrerla
e giungere ad adorare Osiride, Signore della vita Eterna!

Recitare questo incantesimo sopra una ghirlanda composta di fiori ankham e 
disposta sull'orecchio destro del defunto, recitarlo parimenti sopra 
un'altra ghirlanda avvolta in un tessuto color porpora sul quale,
il giorno dei funerali,si scriverà il nome del trapassato.
CAPITOLO XVII 
"Per entrare nel Mondo Inferiore e Uscirne"
Qui iniziano gli inni di adorazione da pronunciarsi nel momento in cui il
defunto uscito dal corpo penetra nel glorioso Mondo Inferiore e nel
bell'Amenti; nel momento in cui uscito verso la piena Luce del Giorno,
può manifestarsi a volontà in qualsiasi forma esistente.
Allora, assiso in una sala potrà giocare a dama, ovvero
intraprenderà, nella sua qualità di anima vivente, dei lunghi viaggi.
Egli dirà:
Io sono il dio Tum,
solitario negli infiniti Spazi Cosmici,
io sono il dio Ra
che sorge all'Alba dei Tempi Primordiali,
simile al dio Nu.
Io sono la Grande Divinità
che si genera da se stessa.
I misteriosi poteri dei miei Nomi
creano le Celesti Gerarchie.
Io avanzo e gli dei non si oppongono;
poichè io sono l'Ieri
e io conosco il Domani.
L'aspro combattimento che coinvolge gli dei,
opponendoli gli uni agli altri,
si svolge conformemente ai miei voleri.
Io conosco il misterioso Nome
della Grande Divinità che è in Cielo;
io sono la Grande Fenice di Eliopolis;
io sono il Custode del Libro del Destino
ove è registrato tutto ciò che fu
e tutto ciò che sarà.
Io sono il dio Amsu nel momento del suo apparire;
e le due piume della dea Giustizia e Verità
ornano il mio capo.
Ecco che io arrivo nella mia Patria d'origine;
giungo nel luogo della mia stabile dimora.
Il male che in me esisteva
è estirpato con le sue stesse radici.
I miei difetti e le manchevolezze sono state spazzate via.
Io percorro le vie dell'Al di là.
In verità esse mi sono familiari.
La mia direzione s'identifica
con quella dell'Armonia dei Mondi.
Ora, io arrivo nei Paesi dell'Orizzonte
e varco la soglia del Sacro Portale (...)
O Ra! Liberami da questo demone
dal sembiante occultato dietro un velo!
(Le sue sopracciglia sono le due braccia della Bilancia,
in quella fatale notte durante la quale,
prima di essere distrutti,
saranno conteggiati i miei peccati).
Liberami da questi Spiriti-Custodi
armati di lunghi Coltelli,
le cui dita fanno terribilmente male!
Io lo so, massacrare i servitori di Osiride è la loro gioia...
Che essi non abbiano quindi alcun potere su di me,
che non mi possano trascinare al loro scannatoio! (...)
O Ra-Tum, Principe degli dei!
Tu che eternamente dimori nelle immensità dello Spazio,
liberami da questo demone
i cui tratti somigliano a quelli di un cane,
pur essendo le sue sopracciglia simili a quelle di un essere umano...
Egli custodisce i canali del Lago di Fuoco;
divora i cadaveri dei trapassati;
squarta i loro cuori e lancia delle lordure...
pur rimanendo invisibile...
O tu, che potentemente regni sulle Due Terre,
Signore dei Rossi Demoni!
Io so che tu domini sui luoghi delle esecuzioni
e che gli intestini dei morti sono il tuo cibo preferito...
Scostati da me! (...)
CAPITOLO XVIII
(Il sacerdote dice:)
O voi, Gerarchie Sovrane
del Cielo, della Terra e del Mondo dei Morti!
Ecco che, seguito dal defunto, io vengo a voi!
Che egli dimori sempre con voi!

(Il defunto dice:)
Salve, o Signore dell'Al di là,
Osiride, Padrone del Re-Stau.
Dio-buono del Santuario di Abydos,
eccomi giunto a te dinanzi.
Il mio cuore è sempre stato fedele alla via del Bene.
Il Male non ha mai attecchito nei miei pensieri.
Nel mio petto, non vi sono peccati!
Io non ho mai scientemente mentito,
nè agito con duplicità,
possano quindi affluire verso di me le offerte!
Che io possa comparire
davanti all'altare del Signore, Lui, Arbitro di Verità e Giustizia!
Che io possa entrare nella regione dei Morti
ed uscirne a mio piacimento!
Che la mia anima non ne sia respinta!
Che io possa contemplare eternamente
gli spiriti divini della Luna e del Sole.
CAPITOLO XXVI
"Per restituire al defunto il suo cuore"
Possa il mio cuore fisico ritrovarsi al suo posto!
Possa il mio cuore cosciente ritrovarsi al suo posto!
Che il mio Cuore dimori in pace con me!
Che io comunichi con Osiride all'Est della prateria fiorita!
Che io possa salire e scendere, nella mia Barca, il Nilo celeste!
Che i poteri della mia Bocca mi siano restituiti,
affinchè mi sia possibile pronunciare le Parole di Potenza!
Che i poteri delle mie due gambe mi siano restituiti,
affinchè io possa camminare!
E quelli delle mie braccia, affinchè io possa abbattere i miei nemici!
Possano le Porte del Cielo restare aperte, per me!
Possa Keb, Principe degli dei, disserrare le mie mascelle!
Che egli possa sollevare la spessa benda
che ricopre i miei due occhi!
Possa sciogliere, separare le mie due gambe!
Che Anubis rassodi le mie due cosce,
affinchè io possa levarmi completamente eretto!
Possa la dea Sekhmet condurmi in Cielo!
Che i miei decreti siano proclamati a Menfis,
la mia sapienza visionaria, la devo al mio Cuore fisico,
la mia potenza magica la devo al mio Cuore cosciente.
Io comando alle mie due braccia e le mie due gambe mi obbediscono.
In verità io posso compiere i voleri del mio Ka!
La mia Anima non sarà più imprigionata nel mio cadavere
alle porte dell'Al di là;
poichè io potrò entrarvi e uscirvi in pace.
CAPITOLO XXXIX
"Per respingere il demone Apopi
(drago dell'Abisso e delle Tenebre, incarnazione del Male assoluto)"
Parti! Recedi! Vattene, o demone Apopi;
se no, tu sarai sommerso nelle profondità del Lago del Cielo,
là, ove il tuo Padre celeste aveva ordinato il tuo massacro...
Non appressarti al luogo in cui Ra ebbe i natali!
(In verità tu ne hai timore)
Guarda! Io sono Ra! Io semino il Terrore!
Indietreggia quindi, demone,
davanti alle frecce della mia Luce che ti fanno male!
Ecco che gli dei schiantano il tuo petto;
la dea dalla testa di Lince immobilizza le tue membra;
la dea dalla testa di Scorpione riversa su di te la sua coppa di distruzione;
la dea Maat ti sospinge lungi dal tuo cammino...
Scompari dunque Apopi, nemico di Ra!
Tu vorresti traversare le Regioni Orientali del Cielo
seminando la distruzione nel mezzo dei tuoni...
Ma ecco che Ra dischiude subitamente le Porte dell'Orizzonte,
nello stesso istante in cui Apopi appare;
e quest'ultimo inabissarsi...
In verità, aggredendolo, massacrandolo,
io compio la tua volontà, o Ra!
Io faccio ciò che conviene fare,
affinchè la pace di Ra sia assicurata;
io ho apprestate le tue funi, o Ra
Ecco che io le tendo...
Apopi è caduto! E' avvinto, incatenato
dalle divinità del Sud, del Nord, dell'Est e dell'Ovest!
Tutte lo hanno incatenato...
Ra è soddisfatto ora (...)
CAPITOLO XLII
"Per evitare i massacri"
Ecco la Regione
dove, la corona Bianca sul capo,
lo scettro di comando nel pugno,
si tiene assiso l'Essere divino.
Giunto innanzi a lui, ormeggio la mia Barca
e pronuncio queste parole:
"Dio possente! Signore della Sete!
Guardami! Io sono appena nato!"
"Io sono appena nato! Io sono appena nato!"
Egli risponde: "Sul ceppo dei supplizi che tu vedi
appaiono in piena luce le tue cattive azioni.
Tu le conosci meglio di qualsiasi altro...
Ecco che io voglio risvegliare il ricordo dei tuoi errori"
Io replico:
"Io sono Ra che rende forti coloro che egli ama.
Io sono il Nodo del Destino cosmico
celato nel bell'albero sacrosanto
se io prospero, Ra prospera.
In verità! Guarda!
I capelli che ornano il mio capo sono gli stessi del dio Nu.
Il mio volto è il Disco Solare di Ra,
la forza della dea Hathor risplende nei miei occhi.
L'Anima di Up-Uaut risuona nelle mie orecchie.
Nel mio naso vivono le forze del dio Khenti-Khas,
le mie due labbra, sono le labbra di Anubis;
i miei denti, sono i denti della dea Serkit,
il mio collo, è il collo della dea Iside,
le mie mani sono le mani del possente Signore di Djedu,
è Neith, Sovrana di Sais,
che vive nelle mie due braccia.
La mia colonna vertebrale è quella di Seth,
il mio membro virile è membro virile di Osiride,
il mio fegato, è il fegato del signore di Kher-Aha.
Il mio petto è quello del Signore dei Terrori,
il mio ventre ed il mio dorso sono quelli della dea Sekhmet.
Le forze dell'Occhio di Horus circolano al fondo del mio dorso.
Le mie gambe, sono le gambe di Nut.
I miei piedi, sono i piedi di Ptah.
Le mie dita, sono le dita del doppio Falco divino
che eternamente vive.
In verità non esiste un solo membro del mio corpo
in cui non risieda una divinità! (...)"
CAPITOLO LXIV
"L'uscita dell'anima verso la luce del giorno"
Io sono l'Oggi.
Io sono l'Ieri.
Io sono il Domani.
Attraverso le mie numerose Nascite
io sussisto giovane e vigoroso.
Io sono l'Anima divina e misteriosa
che, in altri tempi, creò gli dei
e la cui celata essenza nutre
le divinità del Duat, dell'Amenti e del Cielo.
Io sono il Governale dell'Oriente,
Signore dei Due Volti divini.
Il mio splendore illumina tutti gli Esseri risorti
i quali, mentre compiono nel Reame della Morte,
successive trasformazioni,
penosamente cercano il loro cammino
brancolando nella Regione delle Tenebre.
O voi, Spiriti dalla testa di Sparviero,
dagli impassibili occhi,
voi che dimorate nei luoghi altissimi,
ascoltate attentamente le parole magiche
scandite da coloro che seguono il mio Feretro
procedente verso la sua nascosta dimora. (...)
O Ra! fa che per me si presentino amene e piacevoli
le Vie percorse dai tuoi raggi solari!
Per me, elargisci i tuoi Luminosi Sentieri,
nel giorno in cui m'involo dalla Terra
verso le Celesti Regioni!
Compenetrami della tua Luce, o Anima misteriosa! (...)
I peccati dei miei progenitori
fa che non mi siano imputati!
Liberami da questo Spirito falso e malefico
del quale, i due occhi appaiono chiusi verso la Sera
e durante la Notte, massacra i mortali(...)
Possano in quel giorno Iside e Nephthys
prosciugare la sorgente delle mie lacrime,
nel momento in cui, dall'altra sponda, contemplerò l'Altro Me stesso
costretto, dalle necessità del mio stesso Destino,
a percorrere i Cerchi dell'Abydos Celeste!
Ed i quattro piloni delle quattro Regioni dello Spazio
con le loro Porte ed i Chiavistelli delle loro Porte,
(siano esse collocate nel mio Mondo Interiore o Esteriore)
possano essere abbandonate in potere del mio braccio! (...)

Chi recita questo capitolo deve essere ritualmente puro.
Non deve avere mangiato carne di animali di campi, nè pesci,
nè aver avuto rapporti con una donna.
Eseguire uno scarabeo in pietra, incastonarlo in oro
e collocarlo all'interno del cuore del defunto;
questo amuleto compirà per il trapassato, l'apertura della bocca.
Ungerlo con la pomata Anti pronunciando le formule magiche.
CAPITOLO LXXI
O voi, sette Giudici che portate sulle vostre spalle la Bilancia!
Quando nella Grande Notte del Giudizio,
l'Occhio divino, al vostro ordine, mozza le teste,
recide le gole, svelle, spezza i cuori
e massacra i Dannati nel Lago di Fuoco.
In verità io vi conosco e conosco i vostri Nomi,
e come io conosco i vostri Nomi, voi mi conoscete...
Ecco che io mi dirigo verso di voi, o dei,
come voi vi dirigete verso me.
Voi viete in me, come io vivo in voi!
Rendetemi vigoroso mediante la forza dello Scettro magico
che voi impugnate!
Concedetemi, il Verbo magico della vostra bocca,
una lunga vita!
Che alle annate della mia vita si aggiungango altre annate,
che ai mesi della mia vita si aggiungano altri mesi,
che alle giornate della mia vita si aggiungano altre giornate,
che alle notti della mia vita si aggiungano altre notti,
affinchè io possa apparire innanzi alla mia statua funeraria
ed illuminarla con i miei raggi...
Concedete l'alito di Vita alle mie narici!
Possano i miei occhi vedere nitidamente
e distinguere ciascuno dio dell'Orizzonte,
nel giorno atteso
in cui saranno pesate e giustificate
le iniquità commesse sulla Terra!
CAPITOLO LXXII
"Per praticarsi un cammino nel mondo inferiore"

Salve, o Signori dell'Armonia dei Mondi,
voi che, esenti dai Mali e dai Peccati,
dimorate nell'Eternità e nell'infinita Durata!
Ecco che io inizio il cammino sulla via che mi condurrà a voi
divenuto Spirito santificato, io percorro tutte le Forme del Divenire.
Il mio magico Verbo mi dona la Potenza.
Io sono stato giudicato e santificato.
Liberatemi dunque dai demoni dalla testa di coccodrillo
che si celano in queste Regioni
e frequentano la Contrada della Verità e della Giustizia!
Concedete alla mia bocca le Parole della Potenza!
Che delle offerte siano poste nelle mie mani,
davanti a voi!
In quanto io vi conosco e conosco il vostro Nome.
Conosco il Nome di questo Grande Iddio.
Concedete un'offerta a questo Spirito
che schiude la via nell'Orizzonte Orientale del Cielo.
E librandosi discende verso l'Orizzonte Occidentale.
Ecco che si dirige verso me per rendermi vigoroso,
affinchè i demoni non possano impadronirsi di me.
Fate che io non sia cacciato quando comparirò innanzi alla vostra Porta,
o dei!
Che io non la trovi sprangata ed inchiavardata!
In quanto le mie offerte solide si trovano a Pè,
e le mie offerte liquide si trovano a Dep.
Quello è il luogo nel quale congiungo le mie mani...
Possa contemplare Tum, mio Padre,
stabilito nei suoi domini del Cielo e della Terra!
In Verità, le mie offerte sono senza limiti,
poichè è mio figlio, generato dal mio Corpo, che mi nutre...
Concedetemi dunque dei pasti sepolcrali,
dell'incenso, della cera ed ogni altra cosa buona e pura,
necessaria alla vita di un dio,
realmente ed eternamente!
Possa, a mia volontà, compiere tutte le Metamorfosi,
scendere e risalire, nella mia Barca,
i canali di Sekht-Janru!
Poichè io sono un dio dalla doppia testa Leonina.
CAPITOLO CX
Qui inizia il Capitolo riguardante i Campi della Pace. Come penetrare nella
piena Luce del Giorno, giungere ai Campi dei Beati, soggiornare
nei Campi della Pace, gran Regione sovrana dei Venti; come prenderne
possesso, divenirvi uno Spirito, lavorarvi la terra, raccogliervi il grano,
mangiarlo, bere, coabitarvi; in breve: compiervi tutti gli atti della vita.

Salve, o Signori delle offerte!
Ecco che io giungo in pace, verso di voi,
per gustare il nutrimento che la grande divinità
mi concede ogni giorno...
Seth ha catturato Horus
mentre sorvegliava la costruzione delle mura
nei Campi della Pace.
Ma io ho liberato Horus dal potere del Seth
e dischiusa la via ai due Occhi del Cielo (...)
Ora a bordo della mia Grande Barca
io navigo sul Lago della Pace.
Penetrando nella dimora di Shu
io procedo a incoronarvi Horus.
Allora le stelle fiammeggiano con accresciuto vigore...
In seguito io attraverso il Lago a raggiungo la città della Pace;
una pace profonda vi regna, grazie a me,
nel ritmo delle sue stagioni, nei suoi possedimenti,
e fra i suoi dei primi generati (...)
O dei! Che io possa soggiornare nei vostri Campi della Pace
che voi teneramente amate!
Che io possa divenirvi, avendo acquisito la padronanza
delle mie respirazioni,
uno spirito Beato, ed ivi mangiare, bere,
lavorare, raccogliere il grano, esercitare il mio vigore 
e il mio magico verbo!
Che io non vi sia ridotto in schiavitù!
Che io vi eserciti un'autorità senza pari!
Ecco: tu hai reso vigoroso il dio della Pace,
lo hai eretto sulle colonne luminose di Shu,
lo hai avvinto con i meravigliosi raggi del Sole,
questo ordinatore delle annate.
A questo proposito, la mia bocca rimane sigillata;
essa conserverà il Silenzio;
le parole che lascerà intendere
saranno colme di Mistero...
In verità, io partorisco l'Eternità
e prendo possesso della Durata senza limiti...
Poichè io sono il Signore della Stabilità immutevole
ed il mio Animo riposa sul seno della Pace (...)
O dio della Pace!
Che io possa arrivare e partire, passare e ripassare, 
unirmi a coloro che sono nel tempio della Città,
riposarmi al centro del mio irraggiamento di Vita,
e compiervi gli atti che abitualmente si compiono
nel Lago del Doppio Fuoco,
là ove nessuno conosce cosa sia la gioia;
poichè quel luogo è luogo di sofferenze...
Ecco che io vivo in seno alla Pace divina...
che la mia protezione dei miei Involucri spirituali
non mi sia rapita dai Signori del Nutrimento!
Che gli dei mi apprestino, in abbondanza, delle offerte
ed io possa prenderne possesso!
Ecco che la Pace divina penetra profondamente nel mio Essere,
ed io mi impadronisco del Grande Verbo di Potenza
che vive nel mio Cuore;
poichè, in verità, io mi sovvengo, in questo istante,
e la mia memoria, grazie alla formule magiche, non conosce lacune,
io circolo, coltivo la terra, gusto la Pace nella Città celeste.
Di questa Regione io conosco le acque, le province, i laghi
dei Campi della Pace;
è là che io vivo,
che il mio vigore aumenta,
che io divengo uno Spirito Beato,
che io semino, raccolgo e mi nutro,
che io aro e mi abbandono all'amore,
che io sono in pace con la Pace divina,
che io genero dei figli e navigo sul Lago (...) 

"La confessione negativa!"
Salve, dio grande, Signore della Verità-Giustizia,
Dio possente! Eccomi giunto a te dinanzi!
Lasciami dunque contemplare la tua radiosa bellezza!
Io conosco il tuo magico Nome e quello delle quarantadue divinità
che, nella vasta Sala della Verità-Giustizia, ti circondano
nel giorno nel quale si rende conto dei propri peccati, dinanzi a Osiride;
il sangue dei peccatori serve loro quale nutrimento (...)
Ecco io conservo nel mio Cuore la Verità e la Giustizia,
in quanto vi ho estirpato tutto ciò che è Male.
Io non ho inferto sofferenze agli uomini.
Io non ho usato violenza ai miei consanguinei.
Io non ho sostituito l'Ingiustizia alla Giustizia.
Io non ho frequentato i malvagi.
Io non ho commesso dei crimini.
Io non ho imposto, per mio vantaggio, eccessivo lavoro.
Io non ho intrigato per soddisfare una smodata ambizione.
Io non ho maltrattato i miei servi.
Io non ho bestemmiato il Nome degli dei.
Io non ho privato l'indigente della sua sostanza.
Io non ho commesso atti esecrati dagli dei.
Io non ho permesso che un servo fosse maltrattato da un suo superiore.
Io non ho fatto soffrire il mio prossimo.
Io non ho provocato delle carestie.
Io non sono stato cagione di pianto per gli uomini, che sono miei simili.
Io non ho ucciso nè provocato omicidi.
Io non ho provocato delle malattie fra gli uomini.
Io non ho manomesso le offerte dei templi.
Io non ho rubato i pani degli dei.
Io non ho manomesse le offerte destinate agli Spiriti santificati.
Io non ho mai commesso azioni riprovevoli,
nelle cinte consacrate dei templi.
Io non ho arbitrariamente diminuite le razioni delle offerte.
Io non ho tentato di accrescere, mediante mezzi illeciti, 
i miei beni terreni;
nè usurpato campi che non mi appartenevano.
Io non ho falsato i pesi della bilancia, nè spostato il suo ago.
Io non ho tolto il latte dalle labbra al fanciullo.
Io non mi sono mai impadronito del bestiame altrui, mentre pascolava
nelle praterie.
Io non ho mai teso le reti a volatili destinati agli dei.
Io non mai pescato dei pesci con cadaveri di altri pesci.
Io non ho mai ostruito le acque correnti ed i canali, quando era necessario
il loro regolare flusso.
Io non ho mai aperto le dighe poste alle acque correnti.
Io non ho mai estinta la fiamma del Fuoco, quando era necessario che ardesse.
Io non ho violato le regole poste sulle offerte della carne.
Io non mi sono mai impossessato del bestiame appartenente al tempio degli dei.
Io non ho mai frapposto ostacoli al manifestarsi di un dio.
Io sono puro! Io sono puro! Io sono puro! Io sono puro! (...)
CAPITOLO CLIV
"Affinchè il corpo non abbia a perire"

O Osiride, mio divino Padre, salve!
Ecco che io giungo a te dinanzi per imbalsamare le tue membra!
Fai imbalsamare le mie membra,
affinchè io mai perisca,
affinchè io divenga simile al dio Khepra, Signore delle Metamorfosi,
il quale ignora la putrefazione (...)
Che la mia spoglia ignori quindi la corruzione!
Che non divenga nutrimento ai vermi!
Che essi non giungano mai, nelle loro diverse forme,
per recarmi offesa e distruggermi!
Che io non sia mai consegnato al carnefice,
il quale, nella sua cella di tortura, massacra le vittime
e dimorando lui stesso invisibile, le lascia imputridire in un mucchio! (...)
Quanto a me, io sono Khepra, il dio del Divenire.
E con la mia spoglia io dimoro, per tutta l'Eternità.
Essa non si decompone, nè imputridisce,
nè cade in brandelli, e neppure viene divorata dai vermi; 
non si liquefa sotto l'Occhio di Shu.
Io esito, in verità, io esisto!
Io vivo, ammiratemi, io vivo!
Io sento le forze vitali che traboccano in me!
Ecco che io mi risveglio in pace...
Io non mi imputridisco, io non mi decompongo,
Intorno a me non diffondo del fetore.
Io non scomparirò nel nulla.
Il mio occhio non si spegnerà.
I tratti del mio volto non si cancelleranno
sotto una maschera liquida.
Le mie orecchie non rimarranno sorde al suono delle parole.
La mia testa non sarà divelta dal tronco.
La mia lingua non sarà strappata.
La mia capigliatura non sarà rasata.
Le mie sopracciglia non saranno depilate.
Sappiatelo, voi, o Spiriti, alcun torto sarà causato al mio cadavere.
Il mio corpo, permarrà immutabile e stabile, eternamente.
Non verrà distrutto sulla Terra,
per tutta l'Eternità.
CAPITOLO CLXIX
"Per raddrizzare il funebre talamo del defunto"
(...)La tua Anima è in Cielo, il tuo corpo, sotterrato, giace inerte.
Ecco delle offerte per le tue viscere, acqua per la tua gola,
un alito gradevole, per le tue nari (...)
Tu sei puro! Tu sei puro!
La parte anteriore del tuo Corpo è stata lavata con acqua di sorgente.
Il tuo dorso è stato purificato con salnitro e rinfrescato con incenso.
Il tuo Corpo, nella sua interezza, è stato lavato con latte della vacca Hap,
con alcool della dea Tenemit e con salnitro.
Ogni Male connesso alla tua persona è stato eliminato (...)
Che tu possa vivere e la tua Anima prosperare,
che il tuo Corpo, imbalsamato ed intatto, rimanga preservato per l'Eternità;
che tu possa contemplare il Fuoco ed aspirare l'Aria fresca;
che tu possa penetrare, con il capo volto innanzi,
nella Regione delle Tenebre;
che tu sia protetto contro i perigli delle schiere minacciose;
che tu non sia coinvolto nei turbini nefasti;
che tu possa seguire il Principe divino nelle Due Terre,
rinfrescarti tra le fronde degli Alberi sacri,
che svettano ai due lati del Trono del Gran Mago (...)
Tu bevi latte della Sacra Vacca che segue Sekhat-Heru.
Tu compi le tue abluzioni alla foce del torrente Kher-Aha;
tu sei il favorito dei Principi di Pè e di Dep (...)
Durante le celebrazioni dei Misteri
tu porti ornamenti di porpora e oro;
le acque del Nilo si spandono sul tuo Corpo.
Il tuo Nome è iscritto sulle tavolette misteriose
collocate sulle due sponde del Lago Tes-tes.
A lunghi sorsi tu bevi quest'acqua lustrale (...)  

CAPITOLO CXC  
Questo Libro tratta del perfezionamento dello Spirito santificato in seno a
Ra, gli conferisce la padronanza presso Tum, lo magnifica vicino a Osiride,
lo rende possente nei confronti del Signore dell'Amenti e degno di 
venerazione da parte delle Gerarchie degli dei.
Recitare questo Libro al primo giorno del mese, al tempo della festa al 
sesto giorno ed a quello delle cerimonie d'Uak ed ancora a quelle in onore
del dio Thoth; nell'anniversario di Osiride, all'epoca delle feste di Sokari
e della notte Haker.
Questo Libro rivela i segreti delle misteriose Dimore del Duat; serve quale
guida iniziatica ai Misteri del Mondo Inferiore; ti permetterà di passare
attraverso le montagne e di penetrare nelle misteriose vallate dove non 
perviene alcun cammino conosciuto; esso veglia presso lo Spirito santificato;
amplia i suoi passi, quando cammina; elimina la sua sordità e gli permette
di entrare in contatto con gli dei...
Recitando questo Libro non lasciarti scorgere da nessun essere umano,
ad eccezione di coloro che tu ami e dal prete Kheri-Heb, i tuoi servitori
non si muoveranno dai loro posti; avvolgiti in una pezza di tessuto stellato.
Allora, l'Anima del defunto, per il quale questi testi saranno stati
recitati,potrà circolare fra i viventi, nella piena Luce del Giorno;
essa sarà possente al cospetto degli dei; non sarà respinta da essi,
ma gli dei, avendola esaminata,riconosceranno nel defunto un loro uguale.
Questo Libro ti insegnerà le Metamorfosi per le quali passa l'Anima sotto 
gli effetti della Luce.
In verità, questo Libro è un Mistero grandissimo e profondissimo.
Non abbandonarlo mai tra le mani del primo venuto oppure in quelle
di un ignorante.
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