Ercole e le stalle di Augia


Nella pietrosa Elide, regnava Augia, un figlio di Posidone, il quale possedeva migliaia di buoi racchiusi in grandi stalle. Questa massa di bestiame, però, era tale che non si trovava personale sufficiente a ripulire le stalle dal letame che vi si accumulava da anni, e Augia non sapeva più come togliersi da quell'impiccio.
Le difficoltà in cui Augia si trovava con le sue stalle suggerirono a Euristeo la sesta penitenza: egli infatti ingiunse a Eracle di ripulire quelle stalle da capo a fondo e in un sol giorno.

L'eroe obbedì, ma poichè questa volta la sua fatica andava a vantaggio di qualcuno, prima di accingersi al lavoro volle fare i patti con Augia e gli chiese un decimo dei suoi armenti in cambio del servizio che gli avrebbe reso. E Augia accettò. Allora Eracle praticò un foro in una parete delle stalle, un altro nella parete opposta e quindi deviò il corso del fiume Alfeo facendone passare le acque per tutta la lunghezza di quegli edifici. Il letame fu spazzato via dalla corrente impetuosa e, quando Alfeo fu fatto tornare nel suo letto, le stalle erano pulitissime.

Augia, però, aveva saputo nel frattempo che tutto quel lavoro sarebbe stato fatto in ogni caso trattandosi di una espiazione, e, quando Eracle andò a chiedergli il compenso, si mostrò pieno di sdegno. Lì per lì l'eroe non fece obiezioni, ma se la legò a un dito, e alcuni anni dopo, dichiarata guerra a Augia, lo trucidò con tutti i suoi figli.


La settima impresa : Il toro di Creta
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