Ercole e gli uccelli del lago Stìnfalo

V'era in Arcadia un lago circondato da acquitrini e da paludi, lo Stìnfalo, nel quale avevano preso sede certi orribili uccelli con ali, becco e artigli di bronzo, i quali lanciavano le proprie penne, come dardi, contro i viandanti che passavano di lì, e si nutrivano delle loro carni.

Euristeo comandò ad Eracle, come quinta prova, di liberare la palude Stinfalia da quel flagello. Anche in questo caso la forza poco poteva fare, ma, questa volta, venne in suo aiuto la stessa Atena, la quale gli procurò dei sonagli fabbricati da Efesto, i quali facevano un frastuono terribile. Inoltre gli fornì una larga rete che, lanciata nell'aria, si apriva a ventaglio.

Con queste due armi Eracle si recò allo Stìnfalo e, per prima cosa, afferrati i sonagli, si mise a scuoterli gagliardamente facendo un tal fracasso infernale che gli uccelli, sbigottiti, si misero a svolazzare di qua e di là come pazzi.
Fu allora che Eracle gettò la sua rete catturando gli uccelli a decine, che subito uccideva a colpi di clava. I pochi superstiti fuggirono via pieni di spavento e non furono mai più rivisti.


 La sesta impresa di Ercole: Le stalle di Augia
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