Afrodite


La dea dell'amore è di origine molto remota: è la stessa che gli antichi Sumeri adoravano in Mesopotamia sotto il nome di Isc'tar e i Fenici chiamavano Astarte. Non si sa per quale ragione i Greci la chiamassero Afrodite; Venere la chiamarono i Romani. Secondo il mito più antico, sorse dalle spume del mare insanguinate dal sangue di Urano, quando questo dio fu abbattuto dal figlio Crono; e raggiunse dapprima le spiagge delle isole di Citera e di Cipro, dove stabilì le sue sedi predilette.

Secondo altri miti fu figlia Zeus. Bellissima, nella statuaria greca rappresenta il tipo della donna fisicamente perfetta, o, perlomeno, di quella che doveva essere la donna perfetta secondo il gusto greco. E' stato notato che, vestita in abiti moderni, sarebbe risultata piuttosto tozza: oggi non avrebbe potuto assolutamente fare l'indossatrice. I Greci la onorarono sotto varie forme.

V'era un'Afrodite Urania, ossia Celeste, protettrice degli amori più elevati e ideali; un'Afrodite Ninfia, che vegliava sulla felicità dei matrimoni; e perfino un'Afrodite guerriera, onorata particolarmente a Sparta, nella quale raffiorava l'antico carattere di questa divinità, che, in origine, era dea non solo dell'amore ma anche della guerra, al pari della sumera Isc'tar. Afrodite appare, talora come personaggio di primo piano, in numerose leggende, ma i miti che la hanno come protagonista sono pochi. Oltre a quello già narrato, che riguarda il suo matrimonio con Efesto e la sua simpatia per il violento Ares, con l'allegra vendetta che ne seguì, ricorderemo i due più importanti.

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