La leggenda di Tristano e Isotta: quarta parte



Partono dunque insieme e più volte Tristano cerca di avvicinare Isotta travestendosi ora da mendicante lebbroso ora da penitente, ma Isotta, che ha saputo delle sue nozze, è irritata con lui e lo scaccia.

Tristano torna in Bretagna, ma ha il cuore spezzato; dopo qualche tempo, senza avvertire alcuno, parte ancora per la Cornovaglia e fingendosi un cantastorie pazzo si presenta ancora alla regina. Questa volta Isotta non sa resistere e gli perdona: essi sono ancora felici, ma per poco, perchè i baroni sospettano e costringono il finto folle a fuggire per non mettere in pericolo l'amata.

Tornato ancora in Bretagna, Tristano aiuta nuovamente Caerdino in una guerra contro un feudatario nemico, ma è ferito con una lancia avvelenata e nessuna cura può salvarlo. Lo potrebbe fare solo Isotta la Bionda, esperta di filtri salutari, ma ella è lontana. Per rivederla un'ultima volta, più ancora che per essere da lei guarito, Tristano prega Caerdino di recarsi in Cornovaglia e di portare a Isotta l'anello che ella gli aveva dato: certo la regina accorrerà a quell'appello.

Se tornerà con Isotta metta alla sua nave vele bianche, altrimenti vele nere. E Caerdino parte. Ma Isotta dalle bianche mani ha ascoltato il loro colloquio e ha saputo perchè il suo sposo non l'ha mai potuta amare; e il suo cuore è pieno di gelosia e di rancore. E, quando vede dalla finestra la nave di ritorno, con bianche vele, perchè Isotta è accorsa, mente annunciando a Tristano che le vele sono nere.

Deluso e disperato, Tristano, muore, ed anche Isotta la bionda, non potendo recargli nè salvezza nè conforto, si spegne di dolore. Re Marco apprende la morte di entrambi e viene a sapere del segreto del filtro; commosso fa trasportare in Inghilterra i due corpi e li seppellisce insieme presso una chiesa.

Dalle loro tombe nascono due alberi che intrecciano insieme, indissolubilmente, i loro rami.

Fine

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